Prete Liprando

Prete Liprando o Liutprando nasce in data incerta nel territorio milanese.

E’ stretto compagno di Erlembardo, capo del movimento patarinico, movimento riformatore iniziato nel 1057 con la predicazione di Arialdo . Molti sono i tumulti guidati dai due preti, armati di spada e croce. A partire dal 1072 gli atteggiamenti dispotici di Erlembardo, ed un incendio che la voce del popolo attribuiva ad una punizione divina contro i patarini, portano alla cacciata dalla città dei preti legati al movimento. Erlembardo viene ucciso, mentre a Liprando vengono tagliate orecchie e naso.

Ciononostante, Liprando non abbandona l’iniziativa riformatrice  e prosegue l’opera di Arialdo di promozione della vita comunitaria, fondando in un terreno di sua proprietà, il Pons Guinizeli, la Chiesa della SS Trinità.

Quando nel 1102 viene eletto arcivescovo Grossolano, Liprando chiede al Papa Urbano II il rinvio della conferma; si apre uno scontro diretto con Grossolano, che tra le altre vieta a Liprando di cantar messa e convoca un sinodo. Durante questo sinodo Liprando accusa Grossolano di simonia:

per munus a manu, per munus a lingua, per munus ab obsequio

e si dichiara pronto a sostenere la prova del fuoco per sostenere le accuse.

L’ordalia ha luogo il 25 marzo 1103 davanti a S.Ambrogio; Liprando la affronta e la supera, mentre Grossolano lascia la città accolto da Papa Pasquale II. Lo stesso papa convoca 2 anni dopo un nuovo sinodo in cui si chiede a Liprando di ritrattare; il prete si rifiuta ma ammette di essere il responsabile della sfida, garantendo così a Grossolano il reintegro nella chiesa ambrosiana.

Liprando torna ad officiare, in S.Paolo in Compito ma si ammala e si rifugia a Civate. Torna a Milano nel 1107.

Nel 1112 Grossolano viene deposto e sostituito da Giordano da Clivio, nominato dalle autorità cittadine.

Sentendosi prossimo alla morte, si fa portare al Monastero di S. Giacomo di Pontida dove muore tra il 6 ed il 7 gennaio 1113.

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Delle opere di Liprando ne narra Landolfo Iuniore, conosciuto anche come Landolfo di San Paolo, nipote di Liprando, che inizia la sua Historia Mediolanensis ab anno MXCV usque ad annum MCXXXVI con l’arrivo di Anselmo da Bovisio, il neo-nominato vescovo di Milano (3 novembre 1097).

Quasi un millennio più tardi, nel 1965, Enzo Jannacci e Dario Fo scrivono e musicano una ballata dedicata alla figura del prete che sfida il vescovo nel Giudizio di Dio.

Landolfo Iuniore, Historia Mediolanensis ab anno MXCV usque ad annum MCXXXVI

P. Golinelli- La pataria: lotte religiose e sociali nella Milano dell’XI secolo – 1984

Pietro Verri – Storia di Milano (google books – pagg 180 e segg)

Ludovico Muratori – Annali d’Italia dal 998 al 1357 (google books – pagg 1435 e segg)