Il racconto di Tullo Montanari

(testo tratto da Dal Borgo degli Ortolani a Porta Volta – Tullo Montanari – 1983)

Cercherò di dare una descrizione sommaria della scomparsa SS Trinità.

La facciata dava sulla piazzetta omonima, avendo quella grande scultura in cemento che effettivamente, oltre a non essere una eccelsa opera d’arte, era di dimensioni eccessive rispetto alla facciata.

L’interno era a tre navate, ornate, affrescate e la volta era sorretta da pilastri in muratura, ricoperti in parte da marmi, dopo il 1945, di diverso genere.

A destra vi era una tela eseguita nel 1922 dal Fossombrone, quindi due cappelle, di cui una dedicata alla Madonna, con statua del Calani, in creta dipinta.

L’ultima cappella a destra conteneva le spoglie di S. Purissima provenienti, nel 1785, dalla cappella di S. Giuseppe o oratorio della Moiazza, eretta in via Jacopo Dal Verme 5, quando vnne abbattuta.

L’urna era inserita in un altare di marmo dello scultore Giuseppe Bianchi inaugurato nel 1844.

A sinistra si vedeva un dipinto del Grondona rappresentante S. Giuseppe eseguito nel 1922, di cui si è conservata una parte.

La Via Crucis era dipinta da Vanni Rossi ed è stata donata alla Chiesa di Santa Maria del Naviglio.

L’altare maggiore, opera in marmo lavorato attribuita allo Zanoja, proveniva dalla chiesa di S. Marta del 1806. Questa chiesa, eretta nel 1345, tanto per cambiare, fu demolita nel 1861.

Ai lati dell’altare vennero posti due angeli scolpiti dal Tantardini e al loro fianco vi erano affreschi del Bergognone, andati dispersi. Invece l’altare è stato composto e venduto a un antiquario di Brescia, insieme a due angeli.

Accanto a questo altare si trovarono, durante i lavori di restauro, alcune colonne in mattoni di cotto molto antiche, forse facenti parte della chiesa primitiva.

Tra il 1815 e il 1846 vennero concesse in prestito alla chiesa diverse tele e precisamente: una tela rappresentante S. Prosdocimo, S. Liberale, S. Girolamo dipinto dal Lauro, protoscolaro di Raffaello; un dipinto del Cigoli, rappresentante il martirio e il trionfo di S. Caterina portata in cielo dagli Angeli; una tela del èitorre Campi, avente come soggetto Gesù nell’orto; una natività della Verrgine, dipinta dal Bassani; due dipinti del Procaccini rappresentanti uno l’Assunzione di MAria Vergine e l’altra, la Natività di Gesù Cristo; due opere di ignoto dove si vede il Battesimo di Gesù e il sacrificio di Abramo.

Questi lavori, che erano in consegna temporanea dalla Pinacoteca di Brera, sono stati restituiti.

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